Strategia & Margini

Produttività in edilizia: il crollo che nessuno vuole vedere

La produttività in edilizia è crollata del 53% in 30 anni. Il report della Productivity Commission australiana lo conferma: +40% costi, +80% tempi di costruzione. Cosa significa per le PMI edili italiane e come recuperare margine.

ProfittoGara Content Team
16 giugno 20268 min readAggiornato: 16 giugno 2026
Produttività in edilizia: il crollo che nessuno vuole vedere

Autore: ProfittoGara Content Team


Qualche giorno fa seguivo un dibattito su Twitter tra economisti e commentatori australiani. Il tema: perché gli elettori delusi non votano i Verdi in Australia.

Nel giro di 48 ore il thread è diventato una rissa sull'immigrazione, sulle tasse, sulla propaganda americana. Le solite cose.

Poi qualcuno ha postato un link. Ed è lì che il dibattito avrebbe dovuto finire.

Il 16 febbraio 2025 la Productivity Commission australiana ha pubblicato un report che si chiama "Housing construction productivity: Can we fix it?". Il titolo è una domanda educata. Il contenuto è un pugno in faccia.

La produttività fisica nel settore delle costruzioni residenziali è crollata del 53% negli ultimi 30 anni. In italiano: oggi servono due ore di lavoro per fare quello che nel 1995 si faceva in un'ora.

Non è un errore di battitura. Il settore costruzioni è l'unico comparto dell'economia australiana che produce meno oggi di quanto produceva trent'anni fa. Nello stesso periodo, la produttività del lavoro nell'intera economia è cresciuta del 49%. Agricoltura, manifatturiero, servizi: tutti più produttivi. Edilizia: metà della produttività di prima.

E il costo di questo crollo non è teorico. Il report stima che il gap di produttività aggiunga circa 9 miliardi di dollari australiani all'anno al costo diretto della costruzione di case. E che questa perdita di efficienza si traduca in 30-50.000 unità abitative in meno costruite ogni anno.

Il costo delle costruzioni è salito del 40% negli ultimi cinque anni. I tempi di costruzione si sono allungati fino all'80% negli ultimi quindici. Mentre il resto dell'economia diventava più efficiente, il cantiere diventava più lento.

Perché la produttività in edilizia continua a scendere

Il report individua quattro cause strutturali.

Processi autorizzativi complessi e lenti. Le approvazioni per costruire richiedono mesi, a volte anni. Ogni livello di governo aggiunge strati. Il tempo perso in burocrazia è tempo non speso a costruire.

Mancanza di innovazione. Il settore costruzioni è tra i meno digitalizzati al mondo. In cantiere si lavora ancora con carta, Excel, WhatsApp. Non perché chi ci lavora sia refrattario alla tecnologia. Perché i tool disponibili sono pensati da chi il cantiere non l'ha mai visto.

Frammentazione industriale. In Australia, l'impresa media del settore ha meno di due dipendenti. Manca la scala per investire in processi, formazione, strumenti. In Italia la situazione è simile: il 94,6% delle imprese edili ha meno di 5 dipendenti.

Problemi di forza lavoro. Il settore fatica ad attrarre e trattenere manodopera qualificata. I giovani non vogliono fare i muratori. Chi è qualificato invecchia. E intanto il carico amministrativo sui cantieri esplode.

Non è un problema australiano

Questi quattro fattori non sono scritti in inglese per caso. Li ritrovi identici in Italia, in Spagna, in Francia. Cambia la lingua, non la dinamica.

In Italia i dati non sono meno preoccupanti. Il Construction PMI è sotto 50 da mesi: contrazione. L'ANCE stima un calo della produzione del settore del 7% per il 2025. Secondo ISTAT, la produttività del lavoro nelle costruzioni italiane è rimasta sostanzialmente stagnante negli ultimi 15 anni, mentre nel manifatturiero è cresciuta del 18% nello stesso periodo. Il 94,6% delle imprese edili italiane ha meno di 5 dipendenti — una frammentazione che impedisce investimenti in processi e tecnologia. La Commissione Europea ha tagliato le stime di crescita italiane citando proprio il calo di produttività.

E mentre il contesto macro peggiora, chi sta in cantiere ogni giorno vede il paradosso: più burocrazia da gestire, più documenti da produrre, più adempimenti normativi. D.Lgs 36/2023, CIG, DURC, SAL, giornale dei lavori. Il carico amministrativo su un singolo cantiere è triplicato in dieci anni.

Ma gli strumenti per gestirlo sono rimasti gli stessi del 1995. Excel. Carta. WhatsApp.

Il dibattito sbagliato: più spesa pubblica non risolve il crollo della produttività

Il thread australiano da cui sono partito è istruttivo. Da una parte c'era chi diceva: più tasse ai ricchi, più spesa pubblica. Dall'altra chi rispondeva: il problema è la produttività, i numeri lo dicono.

La risposta giusta non è ideologica. È matematica.

Se la produttività fisica è crollata del 53%, nessuna quantità di spesa pubblica compensa il buco. Puoi stampare quanto vuoi, ma se per costruire una casa servono due ore invece di una, il costo reale raddoppia. Punto.

E non è un problema di quante tasse paghi o non paghi. È un problema di come lavori. Di quali strumenti hai in mano quando entri in cantiere. Di quanto tempo passi a compilare documenti invece di costruire.

Come restituire produttività al cantiere: 3 leve per recuperare margine

La produttività in edilizia non si recupera con i decreti. Si recupera con tre cose.

1. Tempo restituito al direttore tecnico

Un DT che guadagna 35 euro l'ora e ne passa 5 a settimana su Excel per un singolo cantiere sta bruciando 700 euro al mese in attività amministrative a basso valore. Su tre cantieri sono 2.100 euro al mese. Su dieci cantieri sono 70.000 euro l'anno. Non è un problema di marginalità delle commesse. È un problema di ore mangiate dalla burocrazia.

Quanto ti costa la documentazione di cantiere

ScenarioOre DT/settimana su documentiCosto mensileCosto annuo
1 cantiere, DT part-time3 ore420 €5.040 €
1 cantiere, DT full-time5 ore700 €8.400 €
3 cantieri attivi5 ore × 32.100 €25.200 €
10 cantieri (media PMI strutturata)5 ore × 107.000 €84.000 €

Calcolo basato su costo orario DT 35 €/h. Include: compilazione giornale lavori, SAL, comunicazioni con DL e committente, gestione subappalti.

Ogni ora che il tuo DT passa a compilare documenti invece di dirigere il cantiere è un'ora in cui perdi margine due volte: in costo del lavoro e in rischio di non conformità.

2. Documentazione che si produce da sola

Il giornale dei lavori, il SAL, il cronoprogramma, il computo metrico. Sono atti obbligatori, non optional. Ma se per produrli rubi ore alla direzione tecnica, stai pagando due volte: in tempo del DT e in rischio di non conformità. Una penale per mancata compilazione del giornale dei lavori ti costa da 500 a 5.000 euro al giorno. Ogni giorno che il tuo DT passa a compilare documenti invece di dirigere il cantiere è un giorno in cui perdi margine due volte.

3. Strumenti che il capocantiere usa, non abbandona

Il tasso di abbandono dei software gestionali in edilizia è altissimo. Non perché i capocantieri siano tecnofobi. Perché i tool sono progettati per l'ufficio, non per il cantiere. Se uno strumento è più complicato di Telegram, dopo due giorni torna WhatsApp. E hai perso il capocantiere, i dati, e l'investimento. Per questo un approccio senza app basato su strumenti che il capocantiere già usa è l'unica strada percorribile.

Il punto

Il report australiano è importante non per quello che dice sull'Australia. È importante perché mette nero su bianco una verità che chiunque lavori in edilizia conosce già: il settore sta andando nella direzione sbagliata da trent'anni.

E la soluzione non è più spesa pubblica. Non è più immigrazione. Non è più tasse.

La soluzione è restituire un'ora di produttività a ogni ora di lavoro in cantiere. Con strumenti che tolgono la burocrazia dalle mani di chi costruisce e la mettono dove deve stare: automatizzata, tracciata, a norma.

Perché il margine di una commessa non si difende discutendo di politica su Twitter. Si difende riducendo il tempo che passa tra l'inizio del cantiere e la chiusura del SAL.

Domande Frequenti

La produttività in edilizia è davvero crollata del 53%?

Sì, secondo il report della Productivity Commission australiana (febbraio 2025), la produttività fisica nelle costruzioni residenziali è calata del 53% in 30 anni. È l'unico settore dell'economia australiana che produce meno oggi di quanto produceva nel 1995. In Italia, i dati ISTAT mostrano una stagnazione della produttività nelle costruzioni negli ultimi 15 anni, a fronte di una crescita del 18% nel manifatturiero.

Quali sono le cause del crollo della produttività in edilizia?

Il report australiano ne identifica quattro: (1) processi autorizzativi complessi e lenti, (2) mancanza di innovazione e digitalizzazione, (3) frammentazione industriale (94,6% delle imprese edili italiane ha meno di 5 dipendenti), (4) difficoltà ad attrarre manodopera qualificata. In Italia si aggiunge il carico amministrativo del D.Lgs 36/2023, che ha triplicato la documentazione obbligatoria per ogni cantiere.

Quanto tempo perde un direttore tecnico a compilare documenti?

In media, un DT che gestisce la documentazione con Excel e carta passa dalle 3 alle 5 ore a settimana per singolo cantiere. A 35 €/h, significa tra 420 e 700 € al mese di costo puramente amministrativo. Su 3 cantieri, sono oltre 25.000 € l'anno.

Come si può recuperare produttività in cantiere?

Agendo su tre leve: (1) restituire tempo al direttore tecnico automatizzando la documentazione, (2) generare automaticamente giornale dei lavori, SAL e cronoprogramma con AI, (3) usare strumenti che il capocantiere già conosce (Telegram) invece di app complesse che vengono abbandonate dopo due giorni.

Il D.Lgs 36/2023 incide sulla produttività del cantiere?

Sì, e in modo significativo. Il Nuovo Codice degli Appalti ha aumentato gli adempimenti documentali per ogni cantiere pubblico. Un singolo cantiere oggi richiede: giornale dei lavori, SAL periodici, comunicazioni al DL, gestione subappalti, varianti, contabilità lavori. Il carico amministrativo è triplicato in 10 anni, ma gli strumenti per gestirlo sono rimasti Excel e carta.

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